In futuro, l'attenzione sarà nuovamente rivolta a un rapido inserimento nel mondo del lavoro. Allo stesso tempo, gli obblighi di cooperazione diventeranno più vincolanti, le richieste di prestazioni saranno esaminate con maggiore rigore e gli abusi saranno combattuti con maggiore coerenza. Per i centri per l'impiego, ciò significa che molti processi e procedure dovranno essere adattati.
Primo colloquio subito dopo la domanda
In futuro, l'inserimento lavorativo dovrà essere prioritario rispetto a misure di formazione o di sostegno più lunghe, a condizione che ciò abbia senso nei singoli casi. Dovrebbe esserci anche un primo colloquio subito dopo la presentazione della domanda. Questo chiarirà quali opportunità ci sono sul mercato del lavoro, quali ostacoli esistono e quale sostegno è necessario.
Le regole stanno cambiando anche per i genitori: In futuro, l'inizio dell'attività lavorativa sarà considerato ragionevole se si garantisce l'assistenza ai bambini. "Dare priorità al collocamento non significa adottare soluzioni standard, ma prendere decisioni individuali in vista di un'integrazione sostenibile", ha spiegato Stöhr.
Più impegno nel processo di integrazione
Il cosiddetto piano di cooperazione, ossia l'accordo tra il centro per l'impiego e i beneficiari delle prestazioni, sarà reso più chiaro e vincolante. Se non si raggiunge un accordo, in futuro le decisioni potranno essere prese più rapidamente perché non ci sarà più una procedura di conciliazione.
Questo significa più impegno, ma anche più lavoro di documentazione per i centri per l'impiego.
Regole più severe per le violazioni dei doveri
In caso di violazione del dovere, il fabbisogno standard sarà normalmente ridotto del 30% per tre mesi. Anche gli appuntamenti mancati saranno penalizzati in modo più consistente rispetto al passato.
C'è anche una nuova regola sull'irreperibilità: chi non risponde ripetutamente ai messaggi o agli inviti del centro per l'impiego senza un valido motivo, deve aspettarsi che i suoi benefici siano compromessi. Per i centri per l'impiego, questo aumenta lo sforzo necessario per esaminare le circostanze in dettaglio e prendere decisioni legalmente valide.
Modifiche al patrimonio e alle spese abitative
Il precedente periodo di attesa per i beni non si applica più. Ciò significa che i beni realizzabili saranno presi in considerazione fin dall'inizio.
Anche le spese per l'alloggio saranno esaminate più attentamente. Se questi superano i limiti stabiliti, in futuro potranno essere ridotti prima. "Sarà quindi ancora più importante definire chiaramente quali costi abitativi sono considerati ragionevoli", ha dichiarato Stöhr.
Migliorare la cooperazione con le altre autorità
Un altro obiettivo della riforma è quello di prevenire meglio gli abusi dei sussidi. A tal fine, saranno estesi gli obblighi di cooperazione e di informazione. Questo vale sia per i beneficiari delle prestazioni che per i terzi, come i datori di lavoro o i locatori.
Anche la cooperazione con le altre autorità sarà migliorata per scoprire più rapidamente gli abusi organizzati. Anche i datori di lavoro saranno maggiormente responsabilizzati.
La riforma non cambia radicalmente il sistema, ma stabilisce nuove priorità. Le norme esistenti saranno applicate in modo più rigoroso e coerente. Per i centri per l'impiego, ciò significa una maggiore attenzione all'inserimento lavorativo, ma anche più verifiche, controlli e organizzazione.
"L'impatto esatto dei cambiamenti sulla vita quotidiana sarà chiaro solo dopo l'introduzione del nuovo sistema di sostegno al reddito di base", conclude il responsabile del centro per l'impiego di Ludwigsburg.
